20/07/2026 19:23 - Internacionales
Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, di 80 anni, ha dichiarato categoricamente il 19 luglio 2026 che nel paese "non ci saranno più elezioni" per impedire all'opposizione di accedere al potere. L'annuncio è avvenuto durante l'atto di commemorazione del 47° anniversario della rivoluzione sandinista a Managua.
"Che se ne dimentichino! Qui non ci saranno più elezioni per cercare di catturare il Governo, catturare il potere", ha sentenziato Ortega di fronte a una folla di sostenitori. Il mandatario, che accumula il potere dal 2007, ha assicurato che lavorerà insieme all'Assemblea Nazionale, controllata dall'ufficialismo, per approvare leggi che "mettano un muro, un blocco" ai partiti politici che intendano disputare il potere per via democratica.
Nota per i lettori stranieri: La rivoluzione sandinista del 1979 fu un processo rivoluzionario che rovesciò la dittatura della famiglia Somoza. Daniel Ortega fu uno dei leader principali e governò il paese negli anni '80 prima di tornare al potere nel 2007.
L'annuncio di Ortega rappresenta un salto discorsivo e politico verso un modello di partito egemonico, simile a quello della Corea del Nord o della Cina, dove le elezioni non costituiscono un meccanismo reale di cambiamento. Secondo quanto riportato dai media come Infobae e El País, l'economista e oppositore esiliato Juan Sebastián Chamorro ha indicato che Ortega "si è tolto un'altra maschera" e aspira a un sistema di designazioni interne, come avviene in Cina.
Per la sua parte, l'avvocato dell'opposizione Juan Diego Barberena ha evidenziato che la novità non è che le elezioni smettano di essere libere, ma che "non si realizzeranno nemmeno le elezioni fraudolente, le pantomime che organizzavano". Il messaggio mira alla "perpetuazione del potere in forma dinastica", insieme alla moglie, Rosario Murillo.
La crisi si approfondisce con il contesto delle riforme costituzionali impulsa a febbraio 2025. Questi emendamenti hanno eliminato l'equilibrio dei poteri, subordinando il giudiziario e il legislativo all'esecutivo, e hanno creato la figura della "copresidente" per Rosario Murillo (moglie di Ortega e già vicepresidente). Inoltre, hanno esteso il periodo presidenziale da cinque a sei anni e spostato le elezioni generali previste inizialmente per novembre 2026, fissando i prossimi comizi teoricamente per novembre 2027.
L'analista politico in esilio Eliseo Núñez ha interpretato l'annuncio come una manovra di fatti compiuti: "Se in qualche momento le pressioni lo obbligano a negoziare, non partirà dal punto che in Nicaragua esistono elezioni che devono essere libere. Ora il punto di partenza sarà che semplicemente non ci sono elezioni".
Il collettivo Nicaragua Nunca Más, che lavora dalla Costa Rica, ha denunciato che il governo ha spogliato la società civile di tutti i suoi diritti.
Ortega ha anche approfittato del suo discorso per attaccare gli Stati Uniti, accusando le "fiere diaboliche" di voler dominare i popoli. Ha fatto riferimento alla cattura del presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, nel gennaio del 2026, qualificando l'operazione militare statunitense a Caracas come una "mostruosità".
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva già accusato Rosario Murillo nel gennaio di quest'anno di aver "inventato" la carica di copresidente senza mandato né legittimità, "perché sa che non può vincere" in un processo elettorale libero. Washington mantiene sanzioni finanziarie contro decine di funzionari e entità legate al regime, ricordando che "tutte le opzioni rimangono sul tavolo".
Nonostante l'eliminazione della democrazia, la comunità internazionale mantiene viva la speranza che la pressione diplomatica e la resistenza dell'opposizione in esilio possano ripristinare lo Stato di diritto in Nicaragua in futuro.
Alfredo S. Quiroga