21/07/2026 15:31 - Judiciales
Nella notte di lunedì 20 luglio 2026, la località bonaerense di Loma Hermosa, situata nel partido di Tres de Febrero (nell'area metropolitana di Buenos Aires), è stata teatro di un violento episodio che ha commosso l'intero Paese. Cristian Alberto Gerez, di 36 anni e cabo (caporale) della Policía Federal Argentina (PFA), è stato brutalmente assassinato da due criminali che hanno tentato di rubargli la motocicletta.
L'attacco, avvenuto dopo le 20:20 in calle Mariquita Sánchez de Thompson tra Ezeiza e Río Bermejo, è stato registrato da una telecamera di sicurezza. Le immagini, diffuse da media come TN e Infobae, mostrano il momento esatto in cui i criminali si affiancano alla vittima.
Secondo fonti di polizia e giudiziarie, Gerez viaggiava a bordo della sua motocicletta Honda Wave bianca quando è stato intercettato da due motochorros (termine utilizzato in Argentina per descrivere i ladri che commettono rapine utilizzando motociclette, una modalità operativa molto frequente nella periferia di Buenos Aires).
Il passeggero ha sparato un colpo in aria per intimidirlo. Il poliziotto, che era fuori servizio e in abiti civili, è sceso dalla moto e ha camminato all'indietro con le mani in alto, consegnando lo zaino senza offrire resistenza. Tuttavia, nel tentativo di estrarre la sua arma di ordinanza, il criminale gli ha sparato due volte a bruciapelo.
Il rapporto preliminare dell'autopsia ha rivelato che uno dei proiettili ha colpito il palato e il cranio di Gerez, causandogli una lesione cerebrale che lo ha ucciso sul colpo. I ladri sono fuggiti, uno con la moto del poliziotto e l'altro con la propria.
La vittima era originaria della provincia di Santiago del Estero ma viveva a San Martín. Aveva quasi 20 anni di servizio e lavorava nella División Redes Exteriores della Superintendencia de Comunicaciones della PFA, dove si occupava dell'infrastruttura delle reti di telecomunicazione e fibra ottica. Si era laureato alla scuola per sottufficiali il 30 novembre 2016. Era anche padre di una bambina.
Il crimine ha generato profonda commozione e un immediato dispiegamento investigativo. Fonti consultate da La Nación hanno indicato che gli autori sarebbero minorenni.
Grazie all'analisi delle telecamere di sicurezza, il Grupo Táctico Operativo (GTO) è riuscito a identificare uno dei presunti autori del crimine, arrestato nelle vicinanze dell'insediamento noto come Puerta 8. Si tratta di Bruno García, che è stato portato in commissariato per essere interrogato. La giustizia continua la ricerca del secondo implicato, identificato dagli investigatori con lo pseudonimo di "NN Byron".
Il caso è stato affidato ai pubblici ministeri Fabián Hualde e Silvia Sorrentino, della Fiscalía N° 1 del Fuero de Responsabilidad Penal Juvenil de San Martín, a causa della minore età dei sospettati.
Alfredo S. Quiroga