26/06/2026 10:16 - Judiciales
In una sentenza che genera un acceso dibattito sulla responsabilità ambientale e il controllo statale in Argentina, il Tribunale Orale Federale N°2 di Rosario ha assolto questo giovedì 25 giugno 2026 sette produttori agricoli imputati per contaminazione con agrofarmaci a Pergamino, ma ha condannato due funzionari municipali per non aver adempiuto al loro dovere di controllare le fumigazioni.
Pergamino è una città della provincia di Buenos Aires, nel cuore della pampa argentina, una delle regioni più fertili al mondo. Questa zona è il motore della produzione di soia, il principale esportazione dell'Argentina. Le "fumigazioni" sono applicazioni aeree di agrofarmaci (pesticidi ed erbicidi) sui campi coltivati, spesso questionate per i loro effetti sulla salute delle popolazioni vicine.
Il verdetto è stato letto a mezzogiorno dai giudici Román Lanzón, Eduardo Rodríguez ed Elena Dilario, che hanno dovuto risolvere una causa iniziata dai residenti colpiti nella loro salute dalle fumigazioni vicino a zone urbane.
I magistrati hanno affermato categoricamente che i prodotti fitosanitari contaminano e generano danni alla salute, esistendo studi scientifici seri che dimostrano che vivere vicino ai campi fumigati comporta rischi. Tuttavia, hanno determinato che, in base alla legislazione penale vigente, non è stato provato il delitto di contaminazione ambientale da parte degli imputati perché non è stata accertata la loro intenzione di danneggiare (dolo) né la violazione diretta di norme specifiche di applicazione.
Funzionari della Direzione di Ambiente Rurale di Pergamino, condannati per violazione dei doveri di funzionario pubblico. Hanno ricevuto una pena di 2 anni di prigione condizionale e l'inabilitazione di 4 anni per esercitare cariche pubbliche, oltre all'obbligo di svolgere lavori comunitari.
I giudici hanno spiegato che la condanna ai funzionari si è basata sul fatto che ci sono state "innumerevoli allarmi della popolazione colpita che avrebbero dovuto essere ascoltate" e non lo sono state. Hanno sottolineato che non si è trattato di un semplice errore, ma di una assenza di controlli da parte del comune.
Paradossalmente, questa mancata verificazione ufficiale dei fatti è ciò che ha impedito, secondo il tribunale, di condannare i produttori, non potendosi provare con certezza la trasgressione normativa nel momento esatto delle applicazioni.
"Un giudice penale non è un supereroe che risolve tutti i problemi... deve limitarsi a far rispettare la legge vigente".
I giudici hanno chiarito che i condannati sono "gli anelli più bassi della catena di responsabilità" del comune e hanno richiesto di indagare sull'operato del sindaco di Pergamino durante gli anni in cui sono avvenuti i fatti.
Il tribunale ha proposto di creare una "tavolo di dialogo" tra produttori, politici e colpiti per cercare regolamenti sostenibili. Hanno evidenziato che le misure cautelari non possono durare per sempre e che è necessario legiferare su un'attività che genera problemi evidenti nelle popolazioni vicine, nei corsi d'acqua e nei suoli.
L'Argentina è uno dei maggiori produttori mondiali di soia e cereali. L'uso di agrofarmaci è intenso e controverso. Questa sentenza stabilisce un precedente: riconosce il danno alla salute ma scarica la responsabilità penale sui funzionari di controllo, non sui produttori. Per un lettore straniero, è fondamentale capire che questo riflette la complessa tensione tra il modello agricolo argentino e la salute pubblica.
Fonte: Rosario3
Alfredo S. Quiroga