30/06/2026 04:21 - Tecnologia
Un fossile dimenticato per quattro decadi negli archivi del British Antarctic Survey (BAS) a Cambridge, nel Regno Unito, è stato identificato come il primo osso di dinosauro mai rinvenuto in Antartide. Si tratta di una vertebra caudale di titanosauro, un gigantesco erbivoro del Cretaceo, raccolta nel 1985 sull'isola James Ross, situata nella penisola antartica.
Il team che la trovò originariamente non riuscì a determinarne l'origine e la catalogò come un possibile rettile marino, lasciandola in un cassetto. Solo nel 2024, durante una revisione delle collezioni, Mark Evans, responsabile delle collezioni del BAS, notò caratteristiche peculiari e consultò il professor Paul Barrett del Museo di Storia Naturale di Londra, che confermò l'identificazione.
I titanosauri rappresentano uno dei gruppi più riusciti di dinosauri sauropodi, quei giganti dal collo lungo che popolarono tutti i continenti durante il periodo Cretaceo (145-66 milioni di anni fa). Tra le loro caratteristiche principali:
In Argentina sono stati trovati esemplari eccezionali come l'Argentinosaurus e il Patagotitan, tra gli animali terrestri più grandi mai esistiti.
Il ritrovamento aiuta a ricostruire un passato radicalmente diverso dell'Antartide:
| Clima: | Tropicale-temperato caldo |
| Vegetazione: | Foreste dense, felci e conifere |
| Posizione: | Parte del supercontinente Gondwana |
| Fauna: | Dinosauri, rettili marini, pterosauri |
Gondwana era il supercontinente meridionale che riuniva Antartide, Sudamerica, Africa, India, Australia e Madagascar, permettendo la migrazione delle specie tra le varie masse terrestri.
Il geologo Mike Thomson, membro della spedizione britannica, documentò il ritrovamento nel suo quaderno di campo con data 9 dicembre 1985. Accanto a uno schizzo, annotò in inglese: "large reptile vertebra" (grande vertebra di rettile), specificando che misurava circa 10 centimetri di larghezza.
Il team di raccolta probabilmente interpretò il reperto come appartenente a un rettile marino, ragione per cui non fu studiato approfonditamente.
"A volte, quando inizi a chiederti 'cosa c'è in questo cassetto', ti imbatti in qualcosa e pensi: 'Ah, questo sembra interessante'".
Paul Barrett, professore del Museo di Storia Naturale di Londra, esaminò la vertebra e confermò senza dubbi l'appartenenza a un titanosaurio:
"Sebbene a prima vista non sia particolarmente appariscente, ha una forma davvero distintiva. Appena l'ho vista, sapevo di cosa si trattava... ero totalmente sicuro che fosse un titanosaurio. È una combinazione di caratteristiche totalmente unica in questo tipo di dinosauri."
La morfologia della vertebra escludeva categoricamente che appartenesse a un rettile marino, confermando la sua appartenenza al gruppo di sauropodi più diffuso del Cretaceo.
Isola James Ross
Penisola Antartica, Mare di WeddellVertebra caudale
10 cm di larghezza1985 - 2024
40 anni nei depositiFonti: British Antarctic Survey (BAS), Museo di Storia Naturale di Londra, BBC. Lo studio è stato diffuso il 29 giugno 2026 sulla rivista scientifica specializzata.
Questo caso dimostra l'importanza cruciale di revisionare sistematicamente le collezioni conservate nei musei e nelle istituzioni scientifiche. Migliaia di reperti raccolti durante le spedizioni antartiche nel corso dei decenni attendono ancora di essere classificati.
L'isola James Ross continua a essere uno dei siti paleontologici più importanti dell'Antartide, con scoperte che rivelano progressivamente il passato biologico del continente bianco.
Alfredo S. Quiroga