30/06/2026 22:51 - Deportes
Quello che doveva essere un arrivo tranquillo a Città del Messico si è trasformato in una vera odissea per la nazionale dell'Ecuador. La rosa guidata da Sebastián Beccacece è partita da Columbus, Ohio, con destinazione la capitale messicana, ma il volo ha accumulato un ritardo di oltre tre ore rispetto al previsto.
"Un ritardo nel volo, poi il trasferimento in hotel... alla fine è stato un viaggio di nove ore; abbiamo impiegato tre ore in più del previsto", ha dichiarato l'allenatore argentino nella conferenza stampa. La delegazione doveva originariamente arrivare al Westin Hotel di Santa Fe alle 17:00 locali, ma ha finalmente raggiunto l'alloggio solo alle 20:20.
Per chi non conosce il contesto: Città del Messico si trova a 2.200 metri sopra il livello del mare, un'altitudine che influisce significativamente sulle prestazioni atletiche. L'aria più sottile contiene meno ossigeno, rendendo più faticosa la respirazione durante lo sforzo fisico intenso.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Associated Press, gli scienziati sportivi consigliano due approcci: un'acclimatazione prolungata di almeno due settimane, oppure il metodo di arrivare il più vicino possibile all'inizio della partita, prima che appaiano i sintomi acuti. L'Ecuador ha scelto questa seconda opzione, la stessa utilizzata abitualmente dalle squadre delle principali leghe statunitensi quando visitano la capitale messicana.
I problemi non sono terminati con l'arrivo in hotel. Passata la mezzanotte, decine di tifosi messicani si sono concentrati davanti al Westin e hanno mantenuto una rumorosa veglia con clacson, megafoni, pentole, una batteria, musica ad alto volume e fuochi d'artificio, mentre intonavano cori come "Ecuador non dorme".
Quest'azione, organizzata attraverso i social network, risponde a una tradizione radicata nel calcio latinoamericano: le serenate davanti agli hotel delle squadre visitatrici, che col tempo hanno cessato di essere una manifestazione di supporto alla squadra locale per diventare uno strumento di logoramento psicologico.
La delegazione ecuadoriana ha richiesto l'intervento della polizia e ha tentato di ricollocare i giocatori in stanze più lontane dal rumore, sebbene non vi fosse disponibilità nell'hotel. Le forze di sicurezza sono arrivate dopo mezzanotte, ma i cori sono continuati per diversi minuti ancora.
Di fronte a tale situazione, la Federazione Ecuatoriana di Calcio (FEF) ha emesso un comunicato ufficiale in cui ha informato di aver presentato un reclamo formale presso l'organizzazione del torneo.
"Tale comportamento si discosta dai principi di fair play, equità e unità che un campionato mondiale di calcio dovrebbe rappresentare", ha sostenuto l'organismo.
La federazione ha lanciato un appello rispettoso alle autorità competenti affinché adottino le misure necessarie per "salvaguardare l'integrità dei nostri giocatori, dello staff tecnico e dei tifosi", esprimendo fiducia che i fatti non oscurassero "la festa calcistica che unisce due paesi fratelli".
Il comunicato si è chiuso con una dichiarazione decisa: "L'Ecuador risponderà sempre in campo a queste azioni antisportive".
Nonostante gli incidenti, l'allenatore argentino ha preferito non usarli come giustificazione: "Non sono infastidito, sono molto grato e felice. Ovviamente siamo un po' più stanchi. Come potrei essere infastidito di essere a un Mondiale?".
Beccacece ha aggiunto: "La nostra squadra è pronta a fare storia. Mi fido del lavoro che ci ha portato fin qui. Vogliamo dimostrare la nostra grinta. Spero che domani non si parli dell'arbitraggio, solo del gioco che le due nazionali potranno mostrare".
Competizione: Ottavi di finale - Mondiale 2026
Stadio: Azteca (Città del Messico)
Data: Martedì 30 giugno 2026
Orario: 22:00 (ora argentina)
CT Ecuador: Sebastián Beccacece (Argentina)
Situazione: Partita ad eliminazione diretta
Alfredo S. Quiroga