29/06/2026 15:23 - Actualidad
Il Frente de Unidad Docente Bonaerense (FUDB) — una coalizione dei principali sindacati degli insegnanti argentin — composto da AMET, FEB, SUTEBA e UDOCBA, ha annunciato uno sciopero provinciale per martedì 30 giugno 2026. Questa misura rappresenta un'escalation senza precedenti nei rapporti tra i sindacati del settore e l'amministrazione del governatore Axel Kicillof, che fino ad ora era riuscito a evitare conflitti di questa portata con le organizzazioni maggioritarie.
La provincia di Buenos Aires è la giurisdizione più popolosa dell'Argentina, con oltre 17 milioni di abitanti. Axel Kicillof è l'attuale governatore, appartenente al partito Peronista. SUTEBA (Sindicato Unificado de Trabajadores de la Educación de Buenos Aires) è il più grande sindacato degli insegnanti della provincia. Il termine paritarias indica le negoziazioni collettive tra governo e sindacati per determinare salari e condizioni lavorative.
I lavoratori dell'istruzione denunciano un contesto di "tagli brutali all'educazione pubblica", unito a una "grande soffocazione finanziaria" che colpisce la provincia di Buenos Aires da parte del Governo Nazionale. Le richieste includono anche la preoccupazione per il "grave clima di violenza in tutto il paese" che coinvolge le istituzioni educative.
I sindacati hanno presentato un comunicato con sei punti che dettagliano le richieste del settore:
Gli insegnanti chiedono la piena attuazione dell'Accordo Paritario per la Prevenzione, Eliminazione, Tutela e Risarcimento, insieme a un protocollo complementare. Richiedono anche l'applicazione effettiva della legislazione vigente per sanzionare reati e contravvenzioni, la realizzazione di giornate istituzionali e misure concrete che garantiscano l'integrità psicofisica di tutta la comunità educativa.
I sindacati chiedono una proposta salariale che recuperi il potere d'acquisto. La richiesta è rivolta al Governo Nazionale per la restituzione del FONID (Fondo Nazionale di Incentivo Docente) e alla Provincia per l'urgente convocazione delle negoziazioni paritarie. La perdita salariale colpisce direttamente le condizioni di vita dei lavoratori dell'educazione.
Gli insegnanti denunciano un incremento di compiti che richiede garantire la disconnessione totale fuori dall'orario di lavoro. Chiedono modifiche al Regime Accademico e l'abrogazione delle Risoluzioni 3367 e 333. Vista la diminuzione delle nascite, richiedono che nessun insegnante rimanga senza lavoro.
Esigono dal Governo Nazionale la restituzione dell'articolo di bilancio destinato alla Scuola Tecnico Professionale. I sindacati respingono il sottosviluppo che compromette la formazione di migliaia di giovani e mette a rischio l'educazione tecnica pubblica, inclusiva e di qualità.
I lavoratori esprimono preoccupazione per i cambiamenti che il Governo Nazionale cerca di applicare al regime previdenziale. Le modificazioni avrebbero un impatto negativo sull'Istituto di Previdenza Sociale (IPS) e sui diritti pensionistici degli insegnanti.
I sindacati richiedono che l'IOMA (l'istituto di assistenza medica per i lavoratori della provincia) garantisca prestazioni adeguate e tempestive per gli insegnanti bonaerensi. La richiesta include che lo Stato assicuri un sistema di copertura che risponda alle reali necessità del settore.
Questa misura di forza si produce in un contesto di crescente tensione tra i sindacati degli insegnanti e il governo provinciale. I sindacati denunciano che la perdita del potere d'acquisto colpisce direttamente le condizioni di vita dei lavoratori dell'educazione, mentre la violenza nelle scuole richiede un approccio multisettoriale urgente.
Per comprendere la portata: la provincia di Buenos Aires ha circa 15.000 scuole e più di 500.000 insegnanti. Lo sciopero del martedì 30 giugno 2026 influenzerà milioni di studenti e famiglie in una delle regioni più importanti del Sudamerica.
Alfredo S. Quiroga