13/06/2026 13:03 - Salud
Una persona mayor contemplando un paisaje soleado a través de una ventana, representando la esperanza y la búsqueda de sentido frente a la enfermedad de Parkinson. Imagen serena con tonos cálidos que transmitan dignidad y superación personal.
Quando viene comunicata la diagnosi di Malattia di Parkinson, arriva come una notizia inaspettata che frantuma l'identità. Il sintomo che subito viene in mente è la mano che trema. Ma chi affronta la malattia e i suoi caregiver sanno che ci sarà una complessa riconfigurazione psicologica e cognitiva della persona.
Questa malattia neurodegenerativa, che secondo i report avrebbe colpito El Indio Solari (famoso musicista rock argentino, leggenda del rock nazionale in Argentina) dal 2016, afectta la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore chiave non solo per il movimento, ma anche per il circuito del piacere e della motivazione.
Nota per i lettori italiani: El Indio Solari è considerato una delle figure più importanti del rock argentino, paragonabile per rilevanza culturale a what Fabrizio De André rappresenta per l'Italia. La sua malattia ha portato grande attenzione pubblica sul Parkinson in Argentina.
Uno dei sintomi più caratteristici che genera confusione nell'ambiente è l'ipomimia o "faccia a maschera". Lo psicologo Alexis Alderete (MP 85367), specialista in Disturbi d'Ansia e Training nelle Abilità Sociali, spiega: "La perdita dell'espressività facciale fa sì che l'ambiente interpreti erroneamente che il paziente sia arrabbiato, distante o disinteressato, quando in realtà sta vivendo una rigidità muscolare che impedisce alle emozioni di riflettersi sul viso".
Questa incomprensione genera isolamento sociale e complica ulteriormente le relazioni personali del paziente.
Lo specialista descrive che "ciò che il paziente sperimenta ed esprime al suo ambiente è la perdita. Perdita di controllo, di spontaneità, della propria autonomia".
I piccoli atti quotidiani iniziano ad avere una difficoltà maggiore: abbottonarsi la camicia, scrivere al computer o firmare un documento diventano una lotta contro il proprio sistema nervoso. Questa nuova quotidianità porta a un cambiamento nella percezione dell'autoimmagine. "La persona affetta non si riconosce più in quel corpo che non risponde con la velocità e praticità che aveva prima della diagnosi", segnala Alderete.
Il trattamento del paziente non può mai essere esclusivamente neurologico; richiede un approccio interdisciplinare dove la psicoterapia sia un pilastro fondamentale.
"Si attraversa sofferenza di fronte alla perdita di interesse, iniziativa, e all'inizio di reazioni lente in tutti gli ambiti. Portare avanti un nuovo progetto di vita per il paziente, fornirgli strumenti di coping e, fondamentalmente, accompagnare la famiglia per evitare il collasso del caregiver", spiega lo psicologo.
Mantenere uno scopo di vita attivo — sia creare, insegnare, connettersi con altri, praticare un'arte o semplicemente accompagnare altri — è uno dei fattori protettivi cognitivi più potenti conosciuti contro il deterioramento progressivo.
"Non perché fermi la malattia, ma perché preserva ciò che la malattia vuole più distruggere: il senso", afferma Alderete.
La sfida è aiutare il paziente a capire che, sebbene il Parkinson alteri il modo di attraversare i prossimi anni di vita, l'essenza di chi è quella persona con la propria storia vitale rimane intatta. "Si tratta di imparare ad abitare il corpo da una nuova partitura, trovando dignità, senso e connessione in ogni movimento possibile", conclude lo specialista, che ha anche realizzato il Postgrado in Sessuologia Clinica presso la Sociedad Argentina de Sexualidad Humana.
Alfredo S. Quiroga
Conspiraciones